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Un percorso da chef

La scelta di entrare in un Istituto per i servizi dell’Enogastronomia, che prepara delle fgure professionali legate al cibo, oggi non è casuale in un Paese come l’Italia. Mentre i vari settori risentono di una crisi dei consumi iniziata poco più della metà degli anni Duemila, il settore legato al consumo alimentare, in particolare l’enogastronomia, in realtà non ha mai sofferto il nefasto effetto più di tanto. Le aziende di ristorazione crescono, anche se non sempre sono gestite in maniera professionali. Nello stesso tempo le forme di ristorazioni si sono diversificate negli ultimi decenni: si va dallo street food (in realtà sempre esistito, ma chiamato in altro modo) sino all’alta ristorazione. C’è posto per tutti insomma, anche se il comune denominatore deve essere uno: qualità, abbinato a professionalità.

 

Se molti decenni fa (basta guardare La Vita è bella di Roberto Benigni), recarsi al ristorante era per pochi eletti, anche gli stessi ristoranti si trovavano solo nei grandi alberghi. È dagli anni Sessanta e Settanta che la ristorazione è cambiata di molto: porte aperte non a pochi clienti elitari, ma anche ad a molti, complice un benessere economico che ha avuto il suo boom fno agli anni Ottanta.
Dal punto di vista occupazionale sono numerose le offerte di lavoro, tutte variegate, quindi il nostro settore è sempre in evoluzione (pensate al
food blogger, figura praticamente comparsa solo negli ultimi decenni), con possibilità di scalare le gerarchie ed andare in alto. Allora, a questo punto, andiamo a vedere quali sono le figure professionali del settore F&B (Food and Beverage), parlando proprio della gerarchia professionale della cucina.

 

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