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Intervista a … RITA D’ANDREA (Ristoratrice a Lerici)

 

Raccontaci della sfida che avevi accettato nell’ultimo anno delle superiori…

Sì, il mio è stato un percorso particolare, mi sono diplomata sì in ricevimento, ma durante gli anni scolastici ho fatto parte di tutti gli eventi di catering che il mio Istituto offriva: festa dei carabinieri, Guardia di Finanza, buffet e banchetti per Istituzioni e così via. E nel frattempo avevo deciso di iscrivermi all’Università, seguendo una delle mie passioni: lo studio dell’economia (oltre alle materie pratiche).

E poi?

E poi tutti scommettevano che lavorare e studiare (all’università) non sarebbe stato semplice.  Allora una volta diplomata mi sono iscritta a Scienze del Turismo a Lucca (che fa parte dell’Università di Pisa). Il mio obiettivo era quello di lavorare nel settore management del turismo. Non sembra, ma le possibilità sono tante: dal direttore del museo fino alla gestione delle agenzie di viaggio. L’Italia ha un patrimonio turistico unico al mondo: perché non sfruttarlo?

Scommessa vinta?

Sì, alla fine ci sono riuscita. Ma non era finita: nel frattempo negli ultimi mesi di studio dell’università, ho deciso di riaprire un ristorante storico a Lerici, “Paolino”. Naturalmente non sono la sola ad occuparmene: c’è mia mamma che cura la cucina ed i piatti. Il locale è nato nel 1907 e per due generazioni è appartenuto alla stessa famiglia. Ora tocca a noi valorizzarlo.

Cosa diresti agli studenti oggi?

Di imparare sin da subito un buon metodo di studio e di avere anche un buon piano di studio. Senza metodo purtroppo si perde tempo e si fa confusione. L’Alberghiero sembra una scuola a portata di tutti, ma non lo è: occorre molta organizzazione ed impegno costante. Poi consiglio sempre di continuare gli studi. Ed infine, ricordatevi, senza passione per il proprio lavoro non si va da nessuna parte.

 

Intervista tratta da