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Abbinamento vino-cibo: la scuola francese

(continua dalle pagine precedenti)

Poi vi è la scuola italiana dove per esaminare il vino ed abbinarlo, vengono adottati criteri “sensoriali” ed altri più complessi. Ad esempio si possono abbinare dei vini a dei piatti dello  stesso luogo (abbinamento per tradizione, esempio: Bistecca alla forentina con Chianti). Oppure l’abbinamento stagionale, privilegiando piatti preparati con ingredienti della stagione. Ma l’approccio più interessante è l’abbinamento per concordanza o contrapposizione. Facciamo un esempio pratico: un piatto ricco di grassi ed untuoso come le Lasagne alla bolognese prevedono un vino frizzante (rosso). Perché? Per il semplice fatto che l’anidride carbonica contenuta nel vino riesce ad eliminare le particelle di grasso sulla lingua. Questa sensazione può essere provata andando in pasticceria, prendendo un dolce (qualsiasi, ma con la crema è meglio) e bevendoci sopra un bicchiere d’acqua gassata. Fate questo esperimento.


Per
concordanza invece si intende quando le caratteristiche del piatto si sposano con quelle del vino: esempio, un dolce deve essere abbinato con un vino dolce, che sia uno spumante oppure
un vino passito.